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a: Redazione Progetto PTA









 
Azione 4 – Piattaforma Tecnologica Virtualizzata

Idea progettuale e obiettivi dell’azione
La necessità di fornire servizi di tipo transfrontaliero non può essere soddisfatta che tramite la predisposizione di una piattaforma tecnologica comune e abilitante alla diffusione di informazioni e di servizi telematici lungo tutto l’arco alpino, piattaforma che sarà da installare nei centri servizi degli Enti e che sarà rivolta sia a un’utenza generica sia ai professionisti del settore.

Ogni Ente e ogni Centro Servizi ha già disponibile un numero di servizi pronto facilmente personalizzabile per queste necessità ma tali servizi prevedono molte piattaforme applicative diverse tra loro. In un’ottica di condivisione d’uso dei servizi è importante anche condividere le piattaforme perché i servizi possono essere erogati eventualmente da più punti per una maggiore continuità del servizio o per l’utilizzo di basi dati diverse. Per esempio i servizi di tipo GIS prevedono dati cartografici relativi alla singola porzione di territorio amministrato dall’Ente e quindi con dati diversi anche se con servizi che risultano essere identici.

Il primo livello da rendere comune sono le piattaforme hardware. Sintetizzando, il primo livello per l’integrazione tra gli ambienti di sviluppo e le piattaforme di erogazione può essere realizzato mediante la predisposizione di un ambiente di virtualizzazione su cui sarà possibile installare in modo comune tra tutti le varie applicazioni.

Il Progetto PTA propone di utilizzare come piattaforma comune per le applicazioni e i servizi del progetto strategico ICT un’infrastruttura di virtualizzazione. Un ambiente di virtualizzazione prevede che su uno o più server fisici sia installato uno strato software, detto hypervisor, che ha il compito di gestire le “applicazioni” posizionate su di esso ovvero i sistemi virtualizzati.

Un’infrastruttura di virtualizzazione prevede l’utilizzo di più server fisici ma posizionati sulla stessa rete ethernet. Gli strumenti di gestione si occuperanno della gestione dei sistemi virtualizzati permettendo lo spostamento “a caldo”, tra un server fisico ad un altro, in funzione del carico e delle necessità specifiche delle applicazioni. Nel caso del progetto in questione sarà possibile costruire una infrastruttura comune su cui ogni servizio proposto potrà installare la propria applicazione sviluppata secondo il proprio modello oppure nel caso di riuso di applicazioni già disponibili installare direttamente queste. Quindi ogni applicazione/servizio potrà essere installata su un server virtualizzato dedicato.

Caratteristiche dell'infrastruttura di virtualizzazione:

  • scalabile: in funzione dei progetti che dovranno utilizzarla, perché è sufficiente aggiungere server fisici;
  • agnostica rispetto alle applicazioni sviluppate, è sufficiente che siano funzionanti su Windows o Linux o Solaris per x86;
  • flessibile perché è possibile lo spostamento dell’applicazione e del suo ambiente da un data center ad un altro senza modificare nulla;
  • altamente performante: permette agli utilizzatori un consolidamento (riduzione) dei propri server fisici ottimizzando i costi di gestione;
  • attenta alle politiche di risparmio energetico: adottando processori a basso consumo è possibile dismettere vecchi server ad alto consumo e perché concentra su pochi server fisici diversi servizi

Il contenuto innovativo della proposta è relativo agli aspetti di condivisione e di distribuzione geografica dei server, perché sarà possibile costruire un data center virtuale composto dai contributi di ogni partner, ma senza richiedere di modificare applicazioni già esistenti che potranno essere riusate; inoltre anche la piattaforma di virtualizzazione potrà essere basata su software Open Source con una riduzione di costo significativa.

Il quadro normativo di riferimento
La piattaforma tecnologica deve essere completata da un sistema di controllo all’accesso basato su regole che rispettino le leggi e i vincoli in vigore sia presso le Regioni, Province e i Cantoni partner nel progetto oltre che presso lo Stato Italiano e la Confederazione Elvetica. Quindi è d’obbligo uno studio che presenti come risultato le indicazioni su come le piattaforme software di Identity Management possano essere sviluppate per rispettare tali regole.

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